Benessere sulla collina di Busca • Valle Maira
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I dintorni

Le chiese

Church of Santa Maria Assunta

Nei dintorni di Ca’d’Giorgetto troviamo opere di notevole valore artistico e sto­rico che il turista sarà interessato a visitare. Anzitutto in Busca la mole imponente della cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, i cui lavori iniziarono, dopo aver abbattuto la precedente chiesetta di cui sopravvive l’antico massiccio campanile, nel 1717 sotto la direzione e progetto del cele­bre architetto Francesco Gallo e terminarono nel 1728. Lo stile è leggermente barocco, le pitture che ornano la volta sono attribuite al Dellamano, l’affrescatore della chiesa dell’Annunziata (detta “La Bianca”), ma sono state ritoccate dal Boasso nel 1928. Il maggior affresco di fondo, sull’altare maggiore, rappre­senta l’Assunzione della Madonna. Sulle pareti di fianco all’altare maggiore si notano due affreschi, quello a sinistra raffigurante lo sposalizio della Madonna, quello a destra la Madonna che offre le colombe al Tempio.

Sempre nei dintorni di Ca’d’Giorgetto troviamo la chiesa dell’Annunziata, già oratorio di quella Confraternita, è stata costruita da Francesco Gallo su un precedente oratorio nel 1728 e terminata nel 1736. Pur non ampia, questa chiesa è certamente uno dei capolavori dell’arte barocca del Piemonte. Presenta una pianta a croce greca su cui si eleva una slanciata cupola. Ai lati presenta, di ottima fattura, le quattro statue lignee rappresentanti i quattro evangelisti. Ben affrescato è pure il coro del Della­mano, con pregiati scranni lignei.

Altra chiesa di notevole valore è la chiesa della confra­ternita della Santissima Trinità, detta “La Rossa”. Costruita al principio del Seicento, presenta sulla sinistra un grazio­so sacello dedicato alla « Madonnina » con un affresco del­la miracolosa Madonna che nel 1745 liberò il paese dalla peste. Assai interessante è l’esame della sacrestia il cui mo­bilio, scolpito su noce massiccia, è certamente del Seicento, come pure di notevole pregio artistico è il coro dei confra­telli, che si può far risalire al primo Settecento. Tra le varie passeggiate istruttive occorre includere una visita alla chie­sa di San Sebastiano, appena fuori del paese sulla strada per Villafalletto. La chiesa è del Quattrocento, con volta a crociera e presenta affreschi dell’epoca. Così dicasi della chiesa di Santo Stefano, a 15 minuti di distanza da Ca’d’Giorgetto resort, sull’antica strada per Rossana. In tempi antichi, quando il marchesato di Busca era ancora uno stato autonomo, questa chiesa era parrocchia in quanto la pianura era quasi spopolata e solo la collina era abitata e conserva ancora bellissimi affreschi attribuiti ai Biaziaci di Busca.

Altra escursione importante che il turista potrà fare a piedi od in bicicletta partendo da Ca’d’Giorgetto e restando sempre ei dintorni è quella che il turista può effettuare alla chiesa di San Martino che sorge su un pro­montorio sovrastante lo scomparso paese romano di cui si è discorso. Uscendo da porta Santa Maria, antica porta quat­trocentesca della cinta muraria del paese, ancor oggi magni­ficamente conservata, con una mezz’ora di marcia, dopo aver visto la chiesa di San Quintino, si giunge a San Mar­tino. Come giustamente ricorda il prof. Mario Perotti, uno dei più acuti e colti studiosi dell’arte piemontese: « La chie­sa di San Martino è uno dei più originali edifici altomedioevali della Provincia », facendola risalire al sec. XI.

Il Castellaccio

castellaccio_buscaPoco distante dalla chiesa sorgono i ruderi dell’antico Castellaccio dei marchesi di Busca, di cui la vicina chiesetta serviva per le funzioni religiose. Il castello, che presenta ancora il fossato, sorge su una duplice cinta di mura. Vi si riconosce ancora una stanza con volta a botte che anticamente fungeva da cisterna dell’acqua piovana, ed il basamento di una torre quadrata. Di quel castello “superiore” sono rimasti soltanto alcuni ruderi, noti con il nome di Castellaccio.

Castellaccio

L’Eremo di Belmonte

eremo_belmonteDi qui proseguendo lungo la strada per Rossana, a mezza costa con un sugge­stivo panorama su Cuneo e le valli del Cuneese, si può sa­lire, con meno di un’ora di marcia, all’Eremo di Belmonte, passando vicino all’antica « marmorera » o cava di marmo ed alabastro assai pregiato. Anticamente questo Eremo era un monastero o certosa di suore nobili dell’ordine di San Brunone ed il documento più antico che lo comprova è del 2 novembre 1274. Alle certosine seguirono le benedettine della abbazia di Santa Maria di Castino a metà del Quattrocento. A que­ste successero le suore domenicane di Alba nel 1584 cui il governatore di Busca Massimiliano Corvo donava una ve­nerata statua lignea della Madonna. Nel 1611 però il mona­stero veniva acquistato dai padri camaldolesi che ne fecero nel 1614 il loro Eremo. Soppressi gli ordini religiosi anche in Piemonte, secondo la legge francese del 13 fruttidoro anno X, del 1801, Eremo, suoi poderi e cascine furono ac­quistati dal conte Emilio Grimaldi e l’Eremo fu trasforma­to in villa signorile ai tempi del noto incisore delle batta­glie risorgimentali conte Stanislao Grimaldi. Questi chia­mò a decorare le sale il pittore Francesco Gonin. Dall’Eremo, ove la vista si protende su gran parte del Piemonte, dal Monviso al Rosa, dalle Langhe a tutto il cuneese, una strada ancora in parte carrozzabile corre su tutto il crinale della collina di Busca con vista da una parte sulle montagne di valle Varaita e Maira e dall’altra sulla sotto­stante pianura piemontese.

Eremo di Belmonte

Il Castello del Roccolo

Roccolo CastleSulla stessa strada per San Martino, svoltando a sini­stra si può raggiungere il castello del Roccolo. Disegnato da Roberto d’Azeglio secondo i canoni paesaggistici del tempo, in stile gotico-moresco, sorge al centro di un grande parco che fu dimora dapprima dei d’Azeglio, poi dei mar­chesi di Villamarina. Altra interessante visita è quella al « ponte senza passaggio », poco fuori Busca, sulla strada per Dronero. È un ponte-acquedotto, alto e slanciato co­struito a metà del Settecento sopra il rio Talutto per farvi passare le acque del canale Ceaglia. Siccome il ponte è as­sai stretto, non vi possono transitare che due persone af­fiancate.

Castello del Roccolo

I Ciciu del Villar

Ciciu del VillarLa Riserva naturale dei Ciciu del Villar, a pochi minuti dall’abitato di Villar San Costanzo, nei pressi di Dronero, rappresenta una zona di grande interesse sia per le peculiarità geologiche, i famosi ciciu, sia per la ricchezza della fauna. Presso lo sbocco vallivo del fiume Maira, a nord est di Villar San Costanzo, si ergono curiosi e pittoreschi monumenti naturali noti come “Ciciu del Villar” o “ciciu ‘d pera”, termini che nell’idioma locale significano “fantocci di Villar”, “pupazzi di pietra”.

I Ciciu del Villar

San Costanzo al monte

san_costanzo_al_monteÈ uno dei monumenti più antichi e più importanti della Provincia di Cuneo. La costruzione dell’edificio risale ad epoche diverse. L’erezione di una prima chiesa in pietra, quella a levante, insieme alla sottostante cripta, è del 1190 circa. Una delle caratteristiche principali di San Costanzo al  Monte è che la cripta riproduce esattamente la pianta della chiesa superiore. All’interno, nella chiesa antica superiore, si trovano 26 capitelli di stile romanico-lombardo scolpiti nella pietra verde d’Acceglio con motivi svariatissimi: intrecci geometrici di piante e foglie, animali veri o fantastici come la sirena a doppia coda, i cavalli crociferi, l’aquila Giovannea. All’esterno la parte più interessante è quella romanica ovvero il lato sud-est, caratterizzato da tre alte absidi (aventi notevoli elementi di somiglianza con quelle della Sagra di S.Michele) solcate da lesene che ne dividono i cilindri in tre campiture. Le absidi sono coronate da gallerie di fornici con archi a doppio rincasso  su colonnine. Ricco di interesse è il triburio ottagonale su trombe che all’esterno è delimitato da una fascia di archetti pensili.

San Costanzo al Monte

Rocceré, le incisioni rupestri

roccereIl RocceRé è uno tra i più importanti siti di arte rupestre dell’età del bronzo a livello europeo e si trova proprio ai piedi della Valle Maira, a Roccabruna, in provincia di Cuneo. Detiene il primato per il livello di concentrazione di incisioni in un’area molto ridotta (oltre 20.000 coppelle su circa 20.000 mq) ed è unico per il tipo di figure presenti. Un luogo spirituale e misterioso che affascina per la morfologia e i panorami. Camminando tra le sue rocce incise e gli affioramenti di quarzo bianco si torna indietro a più di 4000 anni fa. In un’area abbracciata da una ricca vegetazione è possibile ammirare Il Masso Altare sul quale capeggia l’incisione più importante del sito, le Roccias Fenestre, il Trono del Re e la Grotta di Balmascura.

Rocceré

Alla ricerca del vino Quagliano

vino-quaglianoLa collina di Busca, specialmente la località Ceretto, è poi rinomata perché vi si coltiva un vitigno assai pregiato, da cui si ottiene il vino « Quagliano »; si tratta di un vino rosato, dal profumo e dal gusto unico, dotato di proprietà diuretiche e pertanto consigliato dai medici. Da Busca una escursione assai comune è quella al santuario di Valmala, che si raggiunge a piedi in tre ore.

Vino Quagliano